Un testimone scomodo

5 Mar

Il-letto-finestraHo comprato uno spazzolino per un amore finito. Perché è da lì che parte la ricostruzione. Bisogna prendere le proprie paure e sbatterle contro lo specchio del bagno e vedere il tuo riflesso che si fa in mille pezzi. Con mille pezzi a disposizione è più facile ricomporsi.

Ne ho comprati tre, perché si sta meglio in tanti in una casa. Perché non è casa diversamente. Perché una casa è un porto franco per quante più persone possibili, mica soltanto per una. Si tratta di abitudine.

Mi sono abituata facilmente con lentezza e senza grosso entusiasmo a una situazione che m’incuriosiva. Mi sono abituata talmente tanto bene da sentirla aderente alla mia pelle, anche quando faceva delle grinze, anche quando si aprivano ferite. A furia di tirarla e di graffiarla e di strofinarci sopra un’altra pelle anche lei si consuma. E le cose sono due: o ti fondi insieme saldando ogni cellula del tuo organismo, oppure no. Oppure si consuma solo la tua pelle, e la sua, e alla fine dovrai trovare un modo per darle il tempo di ricostruirsi.

Ci si abitua anche alle bende.

L’altra notte ho fatto un sogno bello. Era un pomeriggio di primavera e giravo in vespa. Raggiungevo degli amici e lì in mezzo, nel mucchio, mi trafiggeva lo sguardo impaurito di un uomo. O di un ragazzo. Mi guardava come se non avesse mai visto qualcosa di simile nella sua vita. Non diceva niente e mi guardava. E io improvvisamente diventavo raggiante. Sentivo agitarsi nello stomaco un’energia che non vedeva l’ora di esplodere. Ed esplodeva. Nella scena seguente erano passati anni, eravamo mano nella mano io e quel ragazzo. E lui aveva gli stessi occhi fragili ma meno impauriti. Io continuavo ad essere raggiante. Un po’ meno, ma pur sempre raggiante. Ho riaperto gli occhi con quella sensazione addosso di stupore.

Il corpo lo sa. Sa tutto quello che sta per succedere e avvisa. E sa anche quello che è già successo, e a volte si prende le sue rivincite su di te che non sei stato a sentirlo.

Il mio corpo adesso me lo sento largo addosso. Mi sta lasciando spazio per riempirmi di nuovo. Di quella luce e di quell’amore che mi sono venuti a mancare. Di microscopiche particelle di me che rimettono in piedi il mondo.

In farmacia, sempre in farmacia, insieme agli spazzolini ho comprato anche il dentifricio che piace tanto a lui. E niente, quello me lo tengo per ricordo, per gli ospiti, o lo regalo. Era una promessa per un tempo insieme, adesso è solo un testimone scomodo.

 

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