terra…padre

4 Jul

C’è sempre una definizione per tutto. C’è la terra madre, quella delle tue origini, la terra di adozione, quella che ti accoglie nel suo grembo dopo aver subito il distacco materno. C’è la terra di elezione, quella per cui proviamo quell’attrazione fatale che ci spinge. Anche lei ci accoglie, ci offre una cittadinanza onoraria e ci permette di andarla a trovare a testa alta un paio di volte l’anno, mantenendo nel cuore il peso dell’orgoglio, del senso di appartenenza.

Ma la terra padre? Esiste una terra che come le bambine in età infantile, è pura adorazione nonostante le imperfezioni evidenti? Esiste una terra che decidiamo di amare incondizionatamente perchè proprio non riusciamo a farne a meno? Esiste una terra che ci accoglie e ci respinge, ci fa male e ci allontana e ci lascia, guardandoci alle spalle, una nostalgia nel cuore?

Beh, se esiste (e per me esiste), quella terra può essere solo la terra padre.

E io la vivo così la mia terra-padre: Napoli.

L’hanno cantata, l’anno dipinta, l’hanno fotografata, l’hanno sotterrata. Eppure la sua bellezza è sempre lì. C’è sempre l’odore del mare,

i suoi mille colori, i bambini che giocano per i vicoli, le carte (sporche) e non solo. Ci sono tutte le paure, negli occhi della gente, di certa gente, non tutta. C’è la ciorta, e la noncuranza, c’è l’istinto di sopravvivenza, ma c’è sempre e comunque tutta la sua poesia.

Napoli è la mia terra padre. L’ho scoperto oggi. L’ho scoperto quando ho messo piede nelle sue strade e ho respirato il suo odore e la sua malinconia. L’ho scoperto in tangenziale a 80 km orari mentre guardavo commossa la cupola di Capodimonte. L’ho scoperto nell’entusiasmo di chi mi parla di passione e nella gioia negli occhi di chi scopre di poter pagare un cocktail 3 euro senza dover corromprere nessuno! L’ho scoperto quando ho incontrato le anime della mia vita. Calamite nel mondo. L’ho scoperto quando oggi, tra una sfogliatella, una pizza e un caffè, gente straniera ed estranea teorizzava su tre elemnti sacri nella nostra cucina. L’ho scoperto quando oggi, irritata, ho pensato che Napoli è una cosa nostra, di chi decide di viverla e di amarla, perchè la vogliamo precisamente com’è, nel suo spirito. Mi farei calpestare i piedi dalla mia terra-padre. Mi farei schiacciare dal peso della sua malinconia, perchè quella malinconia che mi lascia nel cuore è puro amore.

E’ un doppio filo, un cordone ombelicale, che mi nutre e mi denutre e che in fondo vorrei avesse il coraggio di tagliare.

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4 Responses to “terra…padre”

  1. emilianamellone 4 July 2011 at 21:46 #

    Posso anche piangere. Peggio del Palio di Siena!

  2. valeria lama 5 July 2011 at 08:16 #

    e la terra sorella?

    • sara f. 5 July 2011 at 12:37 #

      è mooolto lontana:)

  3. EGO 5 July 2011 at 08:50 #

    Né più mai toccherò le sacre sponde
    ove il mio corpo fanciulletto giacque,[…]
    Tu non altro che il canto avrai del figlio,
    o materna mia terra……
    io sono uno sradicato come Foscolo
    né terra madre, né terra padre,
    nè terra elettiva

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