Terra padre #2

19 Sep

Non ti amo più, ecco, dovevo dirtelo. E non credo che questo sia un male. Vedi, ora che so che non ti amo più posso imparare a dare un nome alle mie emozioni, posso viverti, possiamo viverci, come è giusto che sia: con equilibrio.

All’inizio è stato difficile fare a meno di te. E’ sempre così quando le scelte non sono completamente le tue. Mi sono allontanata da te con l’entusiasmo di una bambina che ha finalmente ricevuto un nuovo regalo, più grande, più bello. Mi sono allontanata pensando “io a te ci tengo, sei un pezzo di cuore, ma vuoi mettere la differenza? Adesso ho la possibilità di ripartire da zero, ricominciare, di aspirare a qualcosa di più, una relazione stabile”. Stabile. Infondo non mi hai mai voluta tutta per te, ero quella di passaggio, e mai che una volta mi avessi cercato tu. No, ero io a venire, a implorarti di farmi sentire parte di te. A un certo punto, ora che ci penso, ho deciso che era così, che ero parte del tuo mondo, una cittadina onoraria, e sono stata meglio. Ma non sei stato tu a sceglierlo, l’hai accettato.

E’ sempre così quando le scelte non sono completamente tue: prima o poi finiscono. E me ne sono andata, ho ricominciato a vivere, e quand’è passato l’entusiasmo mi sono sentita sola. Ti cercavo. Appena avevo un minuto, una scusa plausibile, tornavo da te, in punta di piedi. Volevo vederti, starti vicina, sentire il tuo calore, la tua vita, leggere il tuo sorriso negli occhi della gente che poteva averti per sè. Non diciamoci bugie, io non sono mai stata tua, mi sono illusa, ma va bene anche questo.

Ora, solo ora, che involontariamente sono riuscita a trovare solo un ritaglio del mio tempo da dedicare a te, ho capito che non ti amo più.

Ho capito che seguirti a distanza e sapere di te dalle persone che ti sono vicine, che ti sostengono, è abbastanza. Che è amore anche preoccuparsi a distanza della tua integrità. Vederti crescere, senza che tu lo sappia, è amore, ma è un amore diverso.

Ora, solo ora, che per la prima volta non ho alzato la testa per dirti “sono qui, mi vedi?”. Ora, solo ora, che per la prima volta non ho sentito il desiderio di stringerti a me per spiegarti cos’è quello che ho nello stomaco. Ora, solo ora che sbalordita ho sentito il mio stomaco silenzioso, ho capito che le cose cambiano, che i cordoni si tagliano.  Che si cresce.

E siamo cresciuti, mia bella Napoli. O forse sono cresciuta solo io. Ma non mi manchi più. Non sento più il languore. So che ci sei, e continuo a volerti guardare da lontano, ma non ti amo. L’ho capito forse perchè passando sulla tangenziale all’altezza di Capodimonte non mi sono girata a guardarti. Non è cattiveria, è proprio che non c’ho pensato. E me ne sono accorta dopo. Come tutti gli amanti, gli amori, i genitori, i sogni, arriva un momento in cui la patina sfocata cade giù e resta, inevitabilmente, l’essenza delle cose, quella che gli occhi dell’amore non ci fanno vedere.

E ci sei tu, con la tua bellezza rude, i tuoi angoli distrutti, quelli in assestamento, quelli immutabili. Ci sei tu, con il tuo sorriso sornione di sera e la tua chiassosa risata di giorno. Ci sei tu, e la tua nuova schiera di ammiratori e ammiratrici. La tua energia sopita diventa esplosione nei cuori della gente che ti circonda. Poi chiaramente c’è sempre chi ti odia, chi sputa sentenze, chi la sua deve dirla sempre.

Io non so più cosa dire. So solo che non ti amo più. Sono cresciuta, e mi sento libera. Un po’ più libera senza di te. Il solco che mi hai scavato dentro non si richiude. Mi aiuta a capire, però, che il vero amore non si scorda mai, ma che non è mai uno solo.

2 Responses to “Terra padre #2”

  1. emiliana 19 September 2011 at 12:59 #

    E’ una questione di monogamia. E lo sai che io sono limitata anche in questo!!!
    Proverò a trattartela bene, questa Napoli, ma spero che lei tratti bene anche me…Perchè io sono ostinata con il mio amore e i pali non li ho voluti mai acchiappare. Per dirla in napulegno….ciò detto, speriamo che San Gennaro ci salvi con nome.

  2. sono io 21 September 2011 at 18:28 #

    ho letto con molta attenzione quello che hai scritto.
    Stai davvero crescendo considerando tutte le cose nel giusto verso, senza grandi sofferenze, ma dando il giusto valore a tutto, senza cancellarlo, rifiutarlo, negarlo

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