Se fosse un animale

15 Jan

Se fosse un animale sarebbe un felino, forse una leonessa, a volte una pantera, ma anche un gatto a cui vogliono modificare la natura, un gatto contretto in un appartamento.
Con la stessa eleganza cammina per strada, con la stessa prontezza resta inpiedi, con lo stesso scatto passa da una situazione all’altra, da un mondo all’altro, senza difficoltà apparente.
Salirebbe sui tetti ogni notte di luna piena perché la sua sagoma sarebbe più visibile e più bella. Graffierebbe chiunque la volesse prendere in braccio. Rifiuterebbe aiuti ma si struscerebbe volentieri sulle gambe di signore pronte a darle da mangiare. Forse si affezionerebbe, ma solo per un po’.
Difenderebbe il suo territorio, questo senza dubbio. Distruggerebbe i suoi averi piuttosto che dividerli con i nemici. Non condividerebbe, non vorrebbe nemmeno capire i motivi di allontanamenti coatti. Prenderebbe le cose dal suo punto di vista altezzoso e superiore.
Se fosse un gatto, sarebe nero. Elegante, un po’ folle, irritabile, perseguitato senza ledere la propria integrità morale. Sarebbe un “diverso”, perché è pur sempre un modo per distinguersi dalla massa.
In questo lei crede fermamente, e ci pensa sempre quando arrivano i momenti difficili, quando si palesano le decisioni, le scelte. Pensa ai pro e ai contro, ai benefici, agli interessi, ma poi arriva il cuore.
Lei è così, emotiva e selvaggia. Ci sono cose che non riesce a incasellare nonostante il proprio pragmatismo. E in quelle cose, quelle che vengono fuori dal cuore, crede fermamente. Se le toccassero gli ideali anche solo con una parola inadeguata, s’infurierebbe e inizierebbe a urlare. Senza un vero motivo apparente. In realtà le toccano il cuore, nel vivo. Gli ideali, le aspirazioni, i sogni, per lei sono come carne e sangue. Le piace riempirsi il cuore di belle emozioni, forti, anche di breve durata. Sono l’unica cura.
E come una gatta è narcisista, non ama corteggiare. Ama essere corteggiata, ma per la sua essenza sfuggente, mai per l’aspetto, l’intelligenza o il modo di parlare. È la sua essenza che l’affascina. Finirebbe tranquillamente in un lago se la sua essenza fosse rappresentabile. La adora e non vuole altro.
E come una gatta è lunatica, volubile. Si stufa con facilità di ogni situazione di lunga durata, a meno che non ci sia uno stimolo nuovo ogni mese e mezzo. Mai lasciarla riposare.
E proprio come una gatta stasera ha indossato i suoi stivali neri, ma li ha coperti. A volte non è giusto condividere la propria natura. A volte non è il momento di darsi. A volte la gente non è in rado di cogliere i dettagli. Li ha indossati con rispetto, ma c’è finita sopra una gonna lunga. Non le fa onore, ma non ne vuole. Non le piace essere attraente in questo periodo, è una delle sue fasi. Non è pronta, non è abbastanza, si sta preparando per la primavera. Allora sì che diventerà una gatta. Si alliscerà il pelo, struscerà la coda contro ogni vado fiorito, miagolerà, a gran voce, perché tutti la possano notare. Sfoggerà il suo profilo sinuoso, i suoi occhi nocciola incorniciati da tutte quel nero. I suoi occhi un po’ orientali, profondi, intriganti. Affilerà le unghie per afferrare bene ogni preda. Non ci sarà storia per nessuno, sarà la vincitrice inndiscussa di ogni sfida, la più corteggiata, la più rincorsa. E allora ricomincierà a fare l’occhiolino ai passanti, perché intrigare è la sua prima arte. E ricomincerà a camminare a testa alta e a guardare il mondo in bianco e nero, romantica e sognante. E sarà solo perché avrà quello che cercava, e solo perché è una conquista e non un omaggio servito su un piatto d’argento.
Fino a quel momento i suoi stivali saranno coperti da una banale gonna lunga un po’ a tubino. La primavera nel cuore non è acora arrivata.

One Response to “Se fosse un animale”

  1. Micheledaimoltirefusi 2 February 2011 at 15:25 #

    I suoi occhi un po’ orientali..
    :p

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