poisiola da quattro soldi

25 Feb

La storia è ciclica

La vita è ciclica

Le stagioni non hanno più senso,

ma le donne sono cicliche

e gli amori sono ciclici,

vanno e vengono come le maree.

A volte si trattengono un po’ in qua

A volte restano lontani per un po’

Io sono ciclica, biennale direi.

Ho la sindrome dell’adattamento.

Quando vado in un luogo nuovo ho bisogno di esplorare, essere libera, tastare il terreno.

Non colgo, non m’interesso, non mi considero e non considero gli altri.

Poi passa il tempo, mi sento padrona e ricomincia il “risveglio del corpo” tanto atteso dal resto del mondo.

E ricominciano i pensieri, le strette allo stomaco, e quello sguardo languido e la sensazione amara in cui crogiuolarsi.

E ricomincio a idealizzare me, lui (uno a caso) e la nostra storia insieme.

E poi finisce

Come sempre

Perché sempre finisce

E finisce sempre

Per trasformarsi in altro

Senza cessare di essere

Un legame.

In definitiva, sono fedifraga.

Non sono una persona fedele

Perché cresciuta in una generazione di

Precari

In cui ti insegnano

Ad adoprarti per qualsiasi cosa

E ti predicano l’arte

Della porta aperta alle spalle

Dei duepiedi in una scarpa

Della necessità di non lasciare mai la strada vecchia

Per la nuova

Di non chiudere mai

Un rapporto in modo brutale.

Io sono così:

il prodotto di quest’egoismo,

di questa falsità, di questa necessità.

Sempre alla ricerca di qualcosa di più,

per completezza,

contemplando la teoria della compensazione.

Non mi hanno insegnato a credere

Nell’univocità.

Non mi hanno mai spiegato

Che il perbenismo è falsità

E sono cresciuta così:

Senza mai far del male alla gente

Stimolo la non chiarezza

E ledo la mia anima

Perché tra le cose che mi hanno insegnato

E obbligato a credere

C’è che “io sono mia”

 E non posso darmi a un altro.

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