No, perché sai, le piaci

22 Jan

Eccoci col primo caso di stupidità femminile, mia nella fattispecie.
La prima frase sbagliata nella mia lunga carriera sentimentale, che obbiettivamente mi ha provocato un trauma non indifferente.
A chi non è capitato di essere sinceri nella vita, e di dire precisamente quello che si pensa, nel momento in cui lo si sta pensando?
Beh, io me la sono giocata veramente male questa possibilità, e per di più all’inizio della mia carriera, per cui visto che errare è umano, ma perseverare è davvero da stupidi, la sincerità ora come ora me la tengo per me, e lascio spazio alle mezze verità, che almeno ti danno la tranquillità di non essere capita fino in fondo!
Ad ogni modo, a me è capitato, quando avevo la bellezza di quindici anni, alle prese con la mia prima vera love story, che come da copione è durata la bellezza di 6 giorni (tempo record che sono riuscita mantenere in numerose occasioni). Vi chiederete perché a 15 anni la prima storia d’amore. Beh, questa è una storia lunga che credo abbia origine dalla mia nascita, dalle scelte dei miei genitori, che come si sa, ci lasciano dei traumi irreversibili, ma che se anche fossero state diverse ci avrebbero lasciato dei traumi, perché infondo ci piace tanto dire che siamo una generazione di traumatizzati, la generazione ZERO, quelli che non sono né negli anni ’80, né nei ’90, perché c’è sempre qualcuno che ci ricorda che in quegli anni non eravamo coscienti, che sono sempre di qualcun altro gli anni più belli ecc.
Insomma, mia madre mi ha fatto nascere con quindici giorni d’anticipo perché il suo ginecologo andava in vacanza. E in effetti io volevo nascere il 15 di agosto, sfido io a trovare un ginecologo che decida di non andare in ferie a Ferragosto per far nascere me, poi, che non ero stata un caso semplice nemmeno nei 9 precedenti. E dopo la nascita “prematura” i miei genitori hanno anche deciso di mandarmi a scuola presto, la “primina” è stato il mio secondo trauma, se ignoriamo gli innumerevoli tentativi di omicidio da parte di mia sorella. Da quel momento in poi mi sono detta “forse questi non hanno capito che io ho i miei tempi” e improvvisamente i miei tempi sono diventati lenti, il mio bioritmo si è rallentato vertiginosamente regalandomi il primo ciclo a 15 anni, sempre nel giorno del mio compleanno, e quindi ad agosto (quando uno dice “la ciorta”) e quindi mi sono presa con calma anche la realizzazione della mia prima storia d’amore, flash, come sarebbero state molte altre.
Insomma, a quindici anni non avevo proprio una forma fisica perfetta, ero poco alla moda, pigra e con l’apparecchio, e avevo anche dei fantastici occhiali da sole “police” che non sono esattamente la marcia in più per conquistare un uomo. È ovvio che davanti a me avessi un individuo con altrettanti seri problemi mentali e di autostima, ma carino, di bell’aspetto, almeno secondo i miei gusti (e stiamo parlando di una ragazza in salopette con occhiali “police”), ma che altre ragazze m’invidiavano e che avevo intenzione di tenermi stretta. Ero piccola, perché quando io avevo il 15 anni si era ancora “piccoli”, e ignoravo la labilità della mente umana e maschile. La mia migliore amica, o una delle tante, perché ovviamente all’epoca compensavo la deficienza amorosa circondandomi di mille “migliori amiche” che erano ovviamente catalogate in ordine gerarchico. Insomma, la mia migliore amica allora al terzo posto in graduatoria era innamorata dello stesso ragazzo dagli occhi azzurri come il mare, e agivamo come vere rivali: solidali nella difficoltà, ci nascondevamo i passi avanti che stavamo facendo.
Alla fine dei giochi me lo cuccai io, vincendo contro la migliore amica/nemica, imbucandomi a una festa sfigatissima e prendendo appuntamento per una fantastica passeggiata nel giardino della Reggia di Caserta la mattina dopo. Il primo bacio di mattina è una cosa che non si può sentire, immaginare, programmare. Voglio dire, io dormivo ancora! Insomma, tralasciando particolari irrilevanti e disgustosi, al sesto giorno ormai sicura della devozione che il ragazzo dagli occhi azzurri come il mare avesse nei miei confronti, gli raccontai le tragedie che si erano sviluppate in quei sei giorni: telefonate devastanti in lacrime della mia migliore amica/nemica che un giorno si congratulava e il giorno dopo m’insultava con veemenza, telefonate di tutti gli amici e parenti della mia migliore amica/nemica che m’insultavano e basta, telefonate delle mie amiche che mi esortavano a fregarmene e godermi al mia vita (è bello sentire altre 15enni che inconsapevoli del futuro ti dicono con convinzione “questa è la tua vita, goditela!” ma MAGARI fosse stata quella la mia vita!). Insomma, io a quindici anni, innamorata dell’amore e fiduciosa nel prossimo confidai al ragazzo dagli occhi azzurri come il mare, con una punta di soddisfazione, che me l’ero cuccato io ma che una schiera di ragazzine inferocite non facevano altro che venerarlo. Mossa sbagliata! Mai dire a un uomo, anche quando è solo un ragazzino, che ci sono altre possibilità. L’uomo, inteso come essere umano, ha una mente volubile. L’uomo inteso come essere umano di sesso maschile, anche quando non pensi che si sia già sviluppato, ha il cervello che ragiona a impulsi ormonali (non è un’affermazione femminista, sfido chiunque a dimostrarmi il contrario!) per cui mentre la donna vaglia solo le mille possibilità definendosi alla fine dei conti “una donna al bivio”, l’uomo non riflette, non vaglia, vuole provarle tutte. E così fu.
Il giorno dopo ricevetti un sms. Ero all’avanguardia, avevo il cellulare già da un anno, perché la mia allora migliore amica al primo posto era sempre in ritardo di un’ora su qualsiasi tipo di appuntamento, per cui per me l’unica soluzione possibile era stata quella di farmi regalare per i miei 14 anni un cellulare per chiamare solo lei, che era l’unica che l’avesse.
Ricevetti un sms chiaro come il giorno: “ho bisogno di parlarti”. Avevo già capito tutto, ma non avevo capito abbastanza come funziona la vita. Il risultato fu che io e la cugina della mia migliore amica/nemica al terzo posto finimmo a girare sullo stesso motorino per la città, mentre la mia migliore amica/nemica al terzo posto era con il mio ormai ex primo ragazzo dagli occhi azzurri come il mare, sul mio motorino, a girare per la città.
E indovinate un po’ chi si era offerta di prestare loro il motorino?

9 Responses to “No, perché sai, le piaci”

  1. eri_trabiccolo 22 January 2011 at 13:42 #

    questa sì che fa ridere.

  2. vali 22 January 2011 at 13:47 #

    cioè tu vuoi dire che se fossi stata meno onesta porteresti ancora salopette e ragazzi azzurri come il mare come accessori?

    ma, sient a mmè, molto, molto, molto meglio così!! xD

    vali

    • itrerefusi 22 January 2011 at 13:49 #

      diciamo che ho appena comprato uno splendido paio di occhiali PERSOL! i police, le saloppettes e i ragazzi con gli occhi azzurri come il mare sono accessori che avrei abbandonato comunque! ma magari la mia vocina nel cervello mi avrebbe preso meno in giro!

  3. emilianamellone 22 January 2011 at 13:50 #

    Potevi almeno sabotarlo, quel motorino!
    O almeno lasciarlo senza benzina….ahhahaha 🙂

    • itrerefusi 22 January 2011 at 14:01 #

      oppure tagliar ei freni… nono, ti assicuro, non ne valeva la pena!!

  4. eri_trabiccolo 22 January 2011 at 20:34 #

    da High Fidelity: “Sarebbe bello pensare che poi sono cresciuta(o) e i tempi sono cambiati, e i rapporti sono diventati più profondi, gli uomini (le donne) meno crudeli, la suscettibilità meno accesa, le reazioni più veloci, gli istinti più maturi. Eppure tutto quello che mi è accaduto da allora a oggi mi sembra che contenga sempre qualcosa di quel pomeriggio lì; tutte le mie storie d’amore successive sono come variazioni raffazzonate della prima […] Non mi è più capitato niente di tutto questo, non in senso stretto, non proprio così. Solo che certe volte non sembra poi tanto diverso.”

  5. Claudia 27 January 2011 at 17:14 #

    Sere, deciditi: sincerità e domande abbastanza chiarificatorie o simulazioni????

    • itrerefusi 28 January 2011 at 15:03 #

      Sincerità, Claudia, tutta la vita! L’importante è valutare bene il proprio interlocutore!!

  6. Micheledaimoltirefusi 2 February 2011 at 15:09 #

    l’altro dì mi son trovato a parlare di quel ragazzo con gli occhi azzurro-mare
    con una che diceva che è troppo bello..
    ma se voi sapeste che dopo pochi anni
    quanti steroidi gli ho visto assimilare e quanto era già subnormale..quella favola avrebbe un altro sapore…
    sono un guastafeste nato!!

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