monumento a la tolerancia

3 Nov

In questi giorni di crisi deontologiche, o meglio ancora, di rinnovate crisi deontologiche degli italiani, che ancora dimostrano sconcerto davanti ad affermazioni squilibrate, mi sembra opportuno riportare quanto inscritto in una targa, un’ode alla tolleranza, parola non appartenente al nostro vocabolario, nonostante la nostra vita sia deviata dai valori cristiani e cattolici per altri aspetti.

Questa la targa sul “monumento alla tolleranza” di Siviglia, nella mia traduzione in italiano:

“Fermatevi, umini e donne che passate. Fermatevi e ascoltate.

Ascoltate la voce di Siviglia, voce ferita e melodiosa, quella della sua memoria, che è anche la vostra, che è ebrea e cristiana, mussulmana e laica, giovane e antica, l’umanità intera nei suoi lampi di luci e ombre si raccoglie in questa voce per estrarre dal passato fondamenti di speranza.

Qui come in altri luoghi, si amava e si odiava per ragioni oscure, o senza alcuna ragione. Si recitavano preghiere per il sole e per la pioggia: si interpretava la vita dando la morte, si credeva di essere forti perchè si era in grado di perseguire i deboli, si affermava l’onore di Dio, ma anche il disonore degli uomini.

Qui come in altri luoghi la tolleranza si impone, e lo sapete bene voi, uomini e donne che ascoltate questa voce di Siviglia. Sapete bene che difronte al destino che è comune a tutti noi, niente ci separa. Posto che siamo tutti figli di Dio, e che ai suoi occhi tutti gli esseri umani valgono allo stesso modo, la verità che invocano non è valida se non li si trasforma in sovrani.

E’ certo che tutta la vita termina nella notte, ma illuminarla è la nostra missione.

Per la tolleranza”.

(Elie Weisel)

One Response to “monumento a la tolerancia”

  1. Margherita 4 November 2010 at 09:56 #

    Che bel testo…e direi che la traduzione ha reso perfettamente l’idea…

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