l’anno che verrà

6 Jan

Il 6 gennaio ha dentro rinchiusa una malinconia, che mi ricorda canzoni lontane, odore di caffèlatte, di mandarino, di attesa, e quel magone quando tutti vanno via, e gli struffoli cambiano sapore, perché diventano “fuori stagione”, “da consumare” e non più da condividere.

Il 6 gennaio non c’è regalo che valga, è quel momento che io non ho ancora imparato ad accettare, spingendo altri a definire la mia una sorta di sindrome da elaborazione del lutto.

Potrebbe essere così, potremmo anche definirmi semplicemente nostalgica, Semplicemente il passaggio dal pieno al vuoto credo debba essere graduale.

E così, mentre l’epifania tutte le feste ci porta via, e prepara quelli che non se n’erano ancora accorti ad affrontare un anno nuovo, io butto giù una sorta di bilancio e di proposito per questo 2013, che, va da sè, non può che essere migliore.

In questi giorni di festa ci sono stati incontri affettivi, incontri mistici, incontri più o meno interessanti, incontri divertenti, incontri appassionanti. Ho pensato che tutta questa varietà significasse: stare bene.

E allora in questo 2013 auguro a tutti di:

– Avere più tempo per dedicarsi. A cosa, a chi, e dove potete sceglierlo da voi, ma con il cuore.

– Esserci. Per voi stessi e per gli altri, in quanto presenza fisica e mentale.

– Stare insieme. Che significa raggiungere le persone lontane, essere più costanti con quelle vicine, riempirsi il cuore di scambi affettivi.

–  Avere pazienza. Con se stessi soprattutto. In questo periodo scombussolato, poche cose seguono il “normale” ordine, e non c’è da meravigliarsi!

– Ascoltare. Prima di parlare. Fa molto bene agli atri.

– Imparare a fare domande con il giusto tono. Questo è un punto personalissimo, che pretende allenamento.

– Scegliere. Perché in fondo non ha senso dondolarsi tra mille domande. Fare chiarezza, avere coraggio, credere nelle proprie capacità.

– Fottersene. Perché molti mi hanno insegnato che non sei indispensabile, non muore nessuno ogni volta che sbagli, e quando ti trovi a fare a meno di qualcosa scopri che in fondo è superfluo.

Nel bilancio 2012 una voce è andata nettamente in deficit: la leggerezza.

Il 2013 ne ha davvero molto bisogno. Sempre accompagnata da grande coscienza!

 

One Response to “l’anno che verrà”

  1. Claudia 10 January 2013 at 17:35 #

    Grazie di questo augurio! non sapevo che la Befana facesse quest’effetto! però l’augurio è molto giusto e seguirò i consigli…. almeno alcuni!

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