La notte la trasforma

27 Nov

La notte la trasforma. Occhi dipinti che incorniciano uno sguardo cupo e malizioso, pantalone gessato che scende dritto su stivali di pelle nera, tacchi, dolcevita nero (per smorzare la troppa eleganza di una persona fin troppo semplice). Abiti diversi, abiti che non si addicono a lei: lei studentessa, lei maestrina, lei con quella vita in corsa che non le permette di dedicarsi a se stessa. La notte ha questo privilegio: la sua vita s’interrompe, può sognare di essere un’altra.

Sotto casa l’aspetta una bella macchina e un cavaliere in cappotto grigio, che nasconde una tenuta casual, ma non per questo meno chic.

Due perfetti sconosciuti si addentrano nella notte fredda di una città fantasma.

Conversazioni di circostanza per celare idee ben precise, si abbinano a sguardi intraprendenti che contraddicono la natura esteriore del loro incontro.

Giocano la loro partita a carte ancora coperte, con quel pizzico di desiderio e di paura che si mescolano insieme in un cocktail micidiale. Con quelle tattiche, quelle lusinghe, quella cortesia propria solo dei primi incontri.

Sono a casa di lui. La città era troppo vuota per trovare un diversivo, e troppo fredda per passeggiare ingenuamente.

La casa è calda, accogliente, e un buon vino rosso li aspetto.

Le loro apparenze sono ancora troppo più forti delle loro verità celate dietro maschere di formalità.

Sono ancora ai convenevoli, al giro per la casa, ai complimenti per le tende. Niente trapela dagli oggetti, se non un maniacale senso dell’ordine. Niente svela un’intimità, una vita, nientre tradisce il gioco di lui, non c’è modo di capire la sua interiorità da un minimo dettaglio. 

Due perfetti sconosciuti agli antipodi.

Lui camuffato da ragazzo “casual” si muove disinvolto nel suo territorio. Fiero, la seduce, la avvolge di lusinghe. Lei travestita da ragazza “elegante” si rinchiude nel suo guscio mostrando sorrisi di circostanza, senza per questo cedere alle sue lusinghe.

E’ una dura lotta, per due vampiri che un lunedì sera qualunque hanno deciso di movimentare la propria vita.

 L’atmosfera si riscalda, i discorsi si fanno più seri, le carte si scoprono

“Perché quel messaggio?”

“Volevo vederti, punto.”

Segnali sempre più evidenti della reciproca attrazione aumentano la tensione coinvolgendoli in un climax emozionale.

Le luci si abbassano, l’atmosfera si fa densa, le maschere cadono.

Continua la lotta per la supremazia del gioco, ma lentamente serpeggia un affetto, una tenerezza mai provata, un desiderio irrequieto di non sentire lo scorrere del tempo. Un desiderio contraddittorio di stringere a lungo tra le braccia il corpo dell’altro, e la consapevolezza che con il sole tutto finirà.

Un orologio impertinente continua a cronometrare i loro pensieri.

Prima che il giorno li riveli più sconosciuti della notte, si alzano e si decidono ad andargli incontro.

E’ iniziato un nuovo giorno: di lavoro, di sogni, di studio e di numeri.

Lui si veste, cambia faccia, mostra il suo aspetto reale: un completo grigio con camicia bianca a righe celesti, e cravatta in coordinato, scarpe decisamente classiche e lo stesso cappotto grigio che nascondeva una tenuta casual la notte precedente.

Lei è sfatta. L’eleganza è svanita, la cornice cerulea attorno al suo sguardo disarmante ormai è solo un ricordo.

Il ricordo di una notte in cui due anime opposte si sono incontrate in un punto, in cui i giochi e le rivalse hanno dominato sull’affetto. Una notte che poteva portare molto più di un semplice incontro.

 Ma il giorno li ha sorpresi distanti. I ruoli si sono ribaltati, e tornano lentamente a essere quello che sono.

Un vicedirettore di banca, con obbiettivi e soddisfazioni, squadrato, ordinato e stabile; e una studentessa che vuole tutt’altro che limiti nella sua vita. Che non vuole sapere di doversi alzare alle sette ogni mattina per una vita, e per questo rinunciare a qualcosa di più, alla possibilità che la notte intrigante faccia scoccare una scintilla visibile anche alla luce del sole.

 Lei torna a casa disincantata. I suoi sogni sono ancora lì, nascosti nella sua stanza da dodicenne un po’ cresciuta, nella sua parete fiorata e nei suoi scaffali sommersi di libri.

Lui i suoi sogni li ha ben in evidenza, sulla scrivania del box della sua filiale, o sulla porta del box affianco.

 Lei si alzerà tardi, indosserà la sua gonna jeans, gli stivali, quelli senza tacco, e una maglia a strisce colorate. La sua essenza. Tornerà a fare la maestrina, con una lezione in più da dare, proprio quando lui starà tornando a casa, distrutto da una giornata di lavoro senza sonno, e dormirà finché non avrà recuperato le forze per la giornata successiva.

 Il giorno distrugge quello che la notte, con le sue trame e i suoi inganni aveva costruito.

Ma era un sogno istantaneo, un desiderio irresponsabile. Niente che non potesse crollare al primo alito di vento.

One Response to “La notte la trasforma”

  1. emilianamellone 8 December 2010 at 12:11 #

    io già la so questa. 🙂

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