informazioni oltreoceano

26 Oct

Questo post potrebbe essere un semplice “lo sapevate che?”, ma non può essere solo questo.

Il 20 settembre 2010 sul sito: http://lavaca.org/notas/paredes-que-hablan/ si legge:

“All’alba della commemorazione della Notte delle Matite le pareti  dell’ex campo di concentramento “El Olimpo” sono tornati bianchi all’improvviso. Gli abitanti del quartiere Floresta hanno denunciato che per la terza volta nello stesso anno sono stati minacciati su questo muro.

La priva volta è stata la notte del 24 marzo, quando si leggeva, sulle immagini dipinte: “Qui hanno giustiziato terroristi”. La seconta volta è stata alla vigilia del 22 agosto, anniversario del Massacro di Trelew. Ora la scritta “Assassini sovversivi” ricopre la parete. Hanno anche chiuso gli occhi delle Madri raffigurate in quel murales, e cancellato la firma che ricordava che quel murales è stato il risultato del lavoro collettivo degli abitanti del quartiere. Oltre a denunciarlo, gli abitanti del quartiere stanno organizzando una giornata di ripulitura del murales”.

Ci sarebbe da spiegare una serie di “dettagli irrilevanti”. Un film di Marco Bechis, Garage Olimpo  spiega molto bene quello di cui stiamo parlando.

Siamo in Argentina, in piena dittatura, nelle “segrete del castello del potere” in cui i rivoluzionari, i “sovversivi” venivano detenuti e torturati alla ricerca di nomi, risposte, informazioni per le indagini. Quello che accadeva loro dopo i mille interrogatori, ha ormai fatto la storia. La cosa più assurda era che i desaparecidos  qui detenuti non erano troppo lontani dalle loro case, ma non vennero mai trovati.

Quel che è ancora più assurdo è che a distanza di 34 anni persone di dubbia umanità abbiano il coraggio di ferire, insultare, chiamare “terroristi” e “assassini” quegli studenti delle scuole superiori, quelle persone (perchè erano prima di tutto persone, esseri umani) sequestrate, represse, torturate e uccise che si fossero resi colpevoli di “attività atee e anti nazionaliste”. Il tutto è accaduto realmente, non è un sogno, non è un’illusione. Ragazzi di un massimo di 18 anni sono stati sequestrati, torturati e uccisi la “notte delle matite” il 24 marzo 1976.

La paura, il silenzio, le domande senza risposta erano l’unica cosa che restava alle Madri di questi giovani. Non vi era possibilità alcuna di avere informazioni. Sembrava tutto perduto, e probailmente lo era. Ma queste madri non si sono mai arrese. Le Madri, disegnate e ora deturpate nel murales di El Olimpo, erano le Madri di Plaza de Mayo, simbolo di forza e tenacia. Erano quelle donne che per amore dei propri figli si sono riunite nella ricerca e nel dolore, manifestando ogni giovedì dalle 3.30 p.m. alle 4 p.m. nella Plaza de Mayo, sulla quale affaccia la terrazza della Casa Rosada (allora domicilio di Videla). 

Io mi chiedo, allora, cosa significa “streetart”. Se è giusto che ognuno manifesti in questo modo, sovversivo, la propria ideologia. E se manifestazioni offensive, indipendentemente dalla posizione politica di provenienza, vadano punite.

Ma soprattutto, al di là delle “punizioni” che hanno già provocato troppa inutile sofferenza, mi chiedo dove siamo finiti noi, gli uomini, quegli esseri umani che per sete di potere sono in grado di questi e molti altri “delitti”. Perchè a volte un gesto che offende l’identità è più forte di un colpo di pistola.

Per maggiori informazioni: [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=-Z4eiJj26Bk&feature=related]

2 Responses to “informazioni oltreoceano”

  1. Claudia 26 October 2010 at 09:05 #

    Sarò sincera: non ho il coraggio di vedere il frammento così come non ho avuto il coraggio di vedere il film! sono andata qualche anno fa a vedere la targa che ricorda i ragazzi uccisi nella Noche de los lapicez, all’interno di quella che fu la loro scuola e che oggi continua ad essere una scuola, con altri ragazzi, altre storie, altra vita.
    Ed ho conosciuto un’altra ragazza di quella scuola, che avrebbe dovuto partecipare alla stessa manifestazione nella quale sono state prese le quattro “matite spezzate”.
    Quello che mi ha agghiacciato è che in questa guerra civile tacitata il resto del Paese andava avanti, andava a scuola, faceva le feste. Ed intanto lo Stato, in maniera organizzata, sistematica, congegiata, usava il potere e la violenza spesso puramente finalizzati alla violenza ed al terrore, nemmeno più per ottenere informazioni.
    Oggi le Abuelas sono chiamate Pazze da alcuni argentini. Molti altri, argentini e stranieri, le sostengono per il Premio Nobel per la Pace.
    Grazie per questo post!

    • serenaferraiolo 26 October 2010 at 09:41 #

      Ciao Claudia,
      grazie per il tuo commento, un arricchimento ulteriore a sostegno di un messaggio che dovrebbe raggiungere molti.
      Tutta la questione resta commovente, anche se spesso la commozione si trasforma in rabbia e sentimento d’impotenza.
      Ho visto il film, è forte, molto forte. Ma forse è questo l’unico modo per arrivare al cuore.
      Speriamo che ci leggano in molti, speriamo che si faccia informazione.
      A volte guardare lontano, oltreoceano, ci aiuta a distrarci da quello che succede in casa.
      A volte, invece, ci aiuta a capire come le cose possono degenerare… e dovremmo fare buon uso di tutte queste informazioni.

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