il corpo della donna

23 Nov

Il corpo della donna farà sempre scalpore.

Del corpo della donna si parlerà ancora. Ne parleranno donne femministe, donne maschiliste, uomini femministi e uomini maschilisti.

Ne parleranno gay e lesbiche, prostitute attive e prostitute pentite. Ne parleranno perchè fa scalpore.

Si parlerà della donna in quanto corpo e della donna in quanto mente, della donna in quanto saggezza e della donna in quanto maternità, fertilità, abbondanza. Si deciderà che l’estetica ci vuole magre e poi si deciderà che per l’eccesso raggiunto, l’estetica ci vuole “prosperose” (mai grasse).

Si parlerà del lavoro della donna e si farà, sempre, di tutta l’erba un fascio. Un fascio che volenti o nolenti noi donne continueremo a portare come quella “donzelletta che vien da la campagna”. Il punto è che ci piaccia o no, le donne hanno pareri discordanti, e mentre noi siamo qui a chiamare quella di Berlusconi acquisto e mercificazione di corpi di minorenni, Ruby (e tante altre) è lì a godersi la fama, perchè è quello che interessa al giorno d’oggi.

Sicuramente non va sottovalutato lo slogan “io sono MIA!”, ma al giorno d’oggi credo che la lezione noi donne l’abbiamo imparata in un modo o nell’altro, e andrebbe aggiunto allo stesso slogan “e di me facio quello che voglio”. Ma poi si dovrebbero riaprire gli asili, aumentare i consultori, dare ascolto ai giovani, istruirli ed educarli. Non lasciarli soli con la TV, non lasciarli soli con i compagni. Non lasciarli sempre soli e provare a dare il famoso “buon esempio”.

L’Italia è un paese che cade a pezzi. Questa pioggia torrenziale che si trasforma a tratti in grandine e a tratti in sole ci vorrà dire forse proprio questo? Questa pioggia che s’infoltra ma non purifica più, anzi sporca, ci vorrà segnalare una falla nel circuito? Questo mondo ricoperto di immondizia in cui viviamo con i paraocchi e pensiamo solo ai beni terreni che ci arricchiscono e ci danno la soddisfazione che da soli non troviamo, ci starà gridando qualcosa? E noi questo grido lo vogliamo ascoltare un attimo? Vogliamo fermarci di botto e alzare gli occhi, e guardare?

Vogliamo toglierci questo velo e andare oltre? E’ questa la vita che volevamo? E noi donne, volevamo essere libere per dare il nostro corpo a chi più ci aggrada, o volevamo essere libere di cercare l’amore?

Volevamo fare carriera in modo spietato o metter su famiglia? Sono scelte: e le persone coraggiose devono farle.

Non si può tenere sempre una porta aperta alle spalle, una via di fuga verso “l’altra opportunità”. Bisogna guardare in faccia le cose e avere il coraggio di essere quel che si vuole. Possiamo passare la vita a rinfacciare agli uomini che non sanno cosa sia il dolore perchè non potranno mai partorire. Possiamo stare millenni a pensare che ci meritiamo la parità, ma resta il fatto che Eva ha colto la mela, il che non significa solo “aver peccato”, ma anche e soprattutto “aver secelto di peccare”. Questo è il nostro ruolo nel mondo: rimboccarci le maniche, guardare in faccia la realtà e scegliere, perchè siamo le uniche in grado di farlo, e perchè una decisione ora va presa.

One Response to “il corpo della donna”

  1. Margherita 23 November 2010 at 11:01 #

    “Bisogna guardare in faccia le cose e avere il coraggio di essere quel che si vuole.”

    concordo e sottoscrivo…

    e aggiungo che comincio ad essere stanca delle donne che si autocommiserano dando la colpa dell’andamento delle loro vite sempre ad altre persone/cose…

    Conosco donne in gamba, che scelgono con coraggio…e le ammiro per questo…e mi rendo conto che non dovrebbero essere così rare.

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