i rapporti

18 Feb

I rapporti sono così: crescono.

Non tutti riescono ad ammetterlo, non tutti riescono a farlo. Certo  rapporti prima di crescere, nascono. E forse quando non vogliono crescere finiscono. Anche loro hanno il diritto di scegliere di restare acerbi.

I rapporti, per crescere, hanno bisogno di concime, e quindi anche di tante scorie, tante cose impure (tanta merda, direbbe qualcuno).  Ma badate

bene, le scorie non sono sempre negative. Ci aiutano. Sì, ci aiutano a stare male per poi tornare a stare bene. Questo è il punto: voler stare bene.

E allora quando le scorie sono state eliminate, allora sì che si può crescere. Si può crescere su due rami paralleli, guardarsi a distanza ravvicinata, sorridersi, scambiarsi consigli. Si può guardare tutto il ramo dell’altro, vederlo florido e non invidiarlo, o vederlo secco, e provare ad aiutarlo.

Si può guardare il mondo, intorno a quel ramo, e non provarne gelosia, perchè quel mondo è cresciuto insieme a lui, il ramo.

E poi si può crescere nello stesso ramo, e allora il discorso cambia. Allora siete tu e lui a dovervi dividere il concime, le scorie, l’acqua (quella che pesa sulle foglie intorno e quella che ti offre sali minerali). Siete tu e lui a dovervi coordinare per orientarvi verso il sole, a tirare fuori insieme

l’anidride carbonica e ad acchiappare tutto l’ossigeno che c’è in giro. Questo, volendo, potrebbe diventare un gioco: vince chi ne prende di più, ma i frutti si dividono per stare meglio insieme. Siete tu e lui a dover riproporre le vostre scelte di vita, e farle accettare all’altro, proponendo anche le vostre, per trovare un accordo, un compromesso. E allora le foglie intorno al vostro ramo saranno di entrambi, saranno il vostro bagaglio culturale, vostre creature.

E poi ci si può dividere, perché no, quando e se quel ramo diventerà troppo stretto per tutti e due. Si può creare una biforcazione e stare lì, a distanza ravvicinata, e fare ognuno la propria vita, più larghi e un po’ più vuoti. O meglio con dei vuoti da colmare.

Fatto sta che, se si è abbastanza maturi per farlo, le relazioni crescono. Possono crescere lontane dalla vita di ogni giorno, possono diventare addirittura due alberi diversi, che a volte si guardano, e a volte no.

Oggi, per puro caso, hanno spostato accanto a me un vaso. Il vaso non aveva nulla di familiare, ma la pianta, quella pianta, sì. L’ho capito un po’ di

tempo dopo, perché quel vaso non gli apparteneva, in precedenza.

L’ho capito dopo, il vaso era grande la metà l’ultima volta che l’ho vista, quella pianta. C’è stato un momento in cui i nostri rami erano così vicini da arrivare a toccarsi, solo toccarsi. Poi ci hanno innestati su altre piante, su altri rami. Io sono diventata un pesco, lui, mi pare di capire, è un incrocio tra un cedro ed un limone. Non so bene cosa sia, ma mi ha detto che crescerà molto, ancora molto, e che avrà bisogno di altri vasi, sempre più grandi, finché non sarà abbastanza solido. Allora sì che lo sposteranno nel terreno, ma non sa bene ancora dove.

– Sai, -mi ha detto – non hanno ancora capito se resisterei in un clima tropicale, e nemmeno in città troppo umide. Stanno sperimentando diversi

terreni, intanto, e quando avranno chiara la mia temperatura ideale, mi sposteranno lì, senza tutti questi vasi opprimenti. Hai presente quella sensazione? Ti è mai capitato di dover allargare le radici e sentire che lo spazio non c’è?

Ci ho pensato su, ma io quella sensazione non l’ho mai provata. Sono sempre stata qui, perché sapevano già qual era il mio clima, la mia natura, il tasso di umidità e la terra di cui avevo bisogno. Sarà una sensazione orribile, soffocante.
Chissà dove l’avranno portato adesso, chissà se gli cambieranno presto questo vaso. Fatto sta, che è stato bello sentirlo bene, con delle perplessità, ma bene. Contento e con il desiderio di andare sempre più in alto e sempre più a fondo, insieme, per cercare di capire cosa ne sarà di lui.Poi, mentre chiacchieravamo, e lo vedevo lì, rigoglioso e raggiante, pieno di piccoli frutti acerbi ancora indefiniti, l’hanno caricato su un camion e l’hanno portato via.

Fatto sta che è stato bello costatare che i rapporti, se c’è un legame, crescono. Ci tocca solo aspettare i frutti.

3 Responses to “i rapporti”

  1. EGO 19 February 2012 at 00:31 #

    e poi ci sono alberelli di limone…che sono rimasti lì.. sarà cresciuto, avrà dato frutti, ed è stato bello toglierlo dal vaso e metterlo in quel terreno,

  2. Io 19 February 2012 at 07:48 #

    E’ sempre bello leggerti, e sentire che questo mio piccolo albero ha già messo qualche radice importante mi fa felice

  3. Claudia 19 February 2012 at 14:36 #

    quante riflessioni! ci penserò…..

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