i miei cinque libri del 2011

27 Dec

27 dicembre, di nuovo in ufficio, sommersa da libri da fare e libri già fatti.

I libri, elemento costante. Libri che si regalano, libri che si sfogliano. Libri che si accarezzano, copertine lucide su cui far scivolare le dita. Copertine satinate, copertine plastificate, carta ruvida, carta liscia, carta porosa e carta fotografica.

L’odore, la consistenza. Il libro stimola tutti i sensi, e uno in più: il sentimento.

Dedico a questa passione, questo lavoro e questo amore folle (l’unico impossibile da tradire) la prima top five di fine anno:

I miei cinque libri del 2011, da citare in ordine di apparizione, tutti a pari merito al primo posto.

Como agua para chocolate di Laura Ezquivel mi ha scelto un po’ di tempo fa, nella sua versione tascabile che vedete qui riportata. Bellissima la copertina della versione inglese, un po’ meno quella italiana, uscita con il titolo Dolce come il cioccolato. Traduzione discutibile.

Un libro commovente, femminile, sensuale, materno. Un libro che ci vincola alle nostre tradizioni e al cibo, in tutte le sue forme: da ricevere e da offrire. Un libro che ci porta nelle tradizioni messicane e ci racconta un po’ di noi, pur trovandoci dall’altro lato del pianeta.

 

 

 Il risveglio del corpo. Dai sintomi alle emozioni, l’arte della salute. Di Nadia Tarantini e Maria Teresa Pinardi. Un libro verità, una bibbia della cura e della riappropriazione di se stessi. Un libro che ci racconta quello che il nostro corpo ci dice, ci chiede, ci comunica, e ci fornisce il linguaggio e gli strumenti per dialogarci apertamente, spiegando le nostre verità senza tacere le sue.

Per me è stato l’inizio di un percorso, di un risveglio interiore, della mente e del corpo. Per me è stato l’inizio, il primo passo per una strada in salita. Me lo sono messo sotto un braccio e dopo un po’ mi sono resa conto che anche le salite, con un po’ di allenamento, diventano gestibili.

 

Provare per credere.

 

 

La dieta comica, di Mirna Visentini è venuto subito dopo, anche lui all’improvviso. Anche lui è comparso sotto una forma e si è tramutato in altro, in una scelta alimentare, di rispetto (parola chiave di questo 2011) prima del mio corpo e poi del mondo intero (d’accordo con l’idea che una goccia si può perdere nel mare ma tante gocce potrebbero formare un oceano… o anche solo un ruscello!).

E così, tra una nozione sulla digestione e l’elogio della dieta differenziata, sono diventata vegana, e da lì si è aperto un mondo.

 

 

Gli occhi gialli dei coccodrilli, di Kathrine Pancol è stato un degno compagno di viaggio.

Storie di donne, di uomini, di relazioni familiari e non. Storie di sentimenti raccontati con leggerezza, mi hanno incollato sulla spiaggia di Lanzarote e provocato ustioni localizzate. Mi ha tenuto compagnia nelle notti senza voglia di uscire, con il vento che ti culla i pensieri, e i pensieri, quelli tuoi e quelli della protagonista, si mischiano insieme in un metaromanzo, di cui il testo è già fornito.

Il seguito, non così valido ma comunuqe apprezzabile (Il valzer lento delle tartarughe) mi ha aiutato a non interrompere quel cordone ombelicale tra l’estate e i suoi stati d’animo, aiutando a conservarli fino a ben più triste e bruciacchiato ottobre.

 

 

 

Le leggende del nonno di tutte le cose, di Mauricio Rosencof, è l’ultimo, ma di sicuro non il meno importante.

E’ una soddisfazione, una crescita, una tappa in più in questo percorso passionale nei confronti dell’Uruguay e di Mauricio Rosencof nello specifico.

Favole per bambini e per adulti, piccoli cammei che ci cullano tra le onde del mare e ci spingono più in là, con un soffio di scirocco (che in questi giorni non guasterebbe).

Racconti per piccoli e sottotesti per adulti. Se non riuscite a coglierli, non è colpa vostra: c’è qualcosa di terribile che il vostro inconscio si rifiuta di capire.

 

 

 

 

Che il 2011 sia stato un anno di ricerca delle radici, delle fondamenta della mia struttura è innegabile.

Il risultato, però è ancora discutibile.

E i vostri libri del 2011? Che profilo ridisegnano?

2 Responses to “i miei cinque libri del 2011”

  1. marghe83 27 December 2011 at 18:20 #

    “Il libro stimola tutti i sensi, e uno in più: il sentimento.”…questa frase avrei potuto scriverla io.
    Libri letti quest’anno? Una trentina, libro più, libro meno.
    Libri che hanno disegnato il profilo di una persona che si apre al nuovo e al diverso senza barriere…e approcciando nuove scritture, nuovi stili, nuove parole, si avvicina a nuovi cervelli e menti diverse dalla sua. Si lascia incuriosire, affascinare e poi, dopo aver metabolizzato ogni nuova “esperienza”, decide se le è piaciuta o no.
    Sensazioni?
    Piacevolissime…
    Il risultato?
    Discutibile…proprio come il tuo… ^_*.

    Buon Anno, Serena!

  2. Claudia 19 February 2012 at 14:44 #

    Mi fa piacere aver condiviso alcune emozioni e sguardi di un paio di quei libri. Concordo sul primo!!! incuriosita per i due centrali. Propongo, per il 2012: tutta Gioconda Belli ma in particolare la donna abitata e Il mio paese sotto la pelle!

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