i buoni propositi

28 Dec

La vigilia del nuovo anno è un momento di bilanci e di chiusure. Non che io sia ferrata in questo, ma mi piace guardarmi indietro e tirare le somme. O quantomeno vedere che qualcosa è stato fatto e toccarlo con mano.

Il 2010 ha portato cose positive e negative, come tutti gli anni, forse non in egual misura. Sicuramente Mr. B. è ancora lì a scaldare la sedia, e la politica italiana è sempre più quella barzelletta del tipo “c’erano un inglese, un francese e un napoletano”. Infondo siamo italiani, siamo abituati ad abituarci.

Quello che ho visto in quest’anno, distrubiti nei mesi, sono state speranze, amori, sogni, delusioni, rotture, perdite di amici veri (ed è la cosa che chiaramente soffro di più) e ritorni di amici passati, che passati non erano.

Ho visto Roma con la neve, con la pioggia, con il sole e con il freddo, e mi è piaciuta.

Ma poi ho visto persone che nonostante la precarietà hanno detto sì all’amore e hanno osato: famiglie. Sono nate molte famiglie in questo 2010 privo di speranze, e credo sia un segnod i grande coraggio e grandissimo amore. Ho potuto toccare con mano la malasanità italiana, piangere e ridere insieme per un “errore”, guardare con occhi sorpresi lo splendido live di Caribou, abbracciare amici per dimostrare loro che erano tali. Ho ricevuto complimenti, ho fatto complimenti, ho litigato meno e sopportato di più. Ho avuto molti più mal di testa e sicuramente più mal di fegato, ma ho guadagnato sorrisi e notti meno insonni. Ho imparato che bisogna reinventarsi e l’ho fatto. Ho imparato che se il tuo capo ti lascia non soffri meno di quando ti lascia il tuo fidanzato. Ho imparato a piangere e ridere quando ce n’è bisogno, a telelfonare un po’ più regolarmente, a cucinare leggero e per tutti, perchè si fa meno fatica a decidere. Ho imparato che non c’è bisogno dei beni materiani nemmeno nel 2010, sono solo un vanto. Ho imparato che il bagaglio più ingombrante durante i traslochi (oltre alla borsa delle scarpe) è quello che ci portami dentro. Ho imparato a dare addio alle persone, perchè ho la certezza che le rivedrò. Ho imparato a rispettare i silenzi (a volte) e ad accettare scelte che non condivido. Ho imparato che la mia vita è mia, e non mi appartiene nient’altro. Tutto ciò che è fuori è di altri.

In questo 2011 vorrei imparare di più. Vorrei sognare di più. Vorrei innamorarmi di più di un libro, di una canzone e chissà, forse anche di una persona. Voglio più abbracci e più sorrisi, e meno rogne a lavoro. Vorrei un altro governo, una rivoluzione senza feriti, un movimento che dia voce al paese, una testa che si faccia espressione del malcontento interiore. Vorrei poterlo votare. Vorrei meno maschilismo e più coscienza. Vorrei rispetto, perchè a volte manca, e meno chilomentri tra me e le persone che vorrei affianco. Vorrei poter ospitare i miei amici. Vorrei che la mobilità diventasse un desiderio e non un ostacolo. Vorrei (con tutta me stessa) veder scendere il prezzo degli immobili a Roma. Vorrei che la mia nuova famiglia sia proprio una famiglia. Vorrei equilibrio e serenità, ed è quello che auguro a tutti. Perchè ci hanno troppo provato e incattivito questi anni, soprattutto psicologicamente, e c’è bisogno di credere un po’ più in noi, nella bontà e nel buonismo.

Io ci credo ogni volta che vedo un sorriso

3 Responses to “i buoni propositi”

  1. M.Kirsch 28 December 2010 at 15:35 #

    Meno male che c’è gente come te!

  2. Micheledaimoltirefusi 29 December 2010 at 23:00 #

    Anche a me piacciono i buoni propositi.
    Ed avere la certezza che un addio è in verità anche un arrivederci (wow come gli inglesi!)mi fa sperare in anni futuri migliori.

  3. sara 31 December 2010 at 13:40 #

    E io vorrei le stesse cose, e in più vorrei rompere i silenzi e non dire addio a nessuno, vorrei qualche sorpresa, e tanta semplicità intorno a me.
    s.

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