gossip in fiera

6 Dec

E’ stata inaugurata sabato 4 dicembre la fiera della piccola e media editoria romana (che forse sarebbe il caso di chiamare “emergente”) nel palazzo dei congressi di Roma (EUR).

E’ stata inaugurata da Gianfranco Fini. Questa frase vuole essere solo uno spunto per riflettere.

E ci offre una vasta programmazione (mai, ovviamente ai livelli della fiera di Torino) e ci mostra come sia cresciuta in nove anni: infiniti stand, due giorni in più di apertura e 140 case editrici in attesa per essere confermate.

Mi chiedevo come la 140esima potrebbe sperare di rientrare. Certo, sicuramente qualcuno l’anno successivo potrebbe rinunciare. Sicuramente l’ente-libro del Piemonte potrebbe non essere più interessato a recarsi nella capitale d’Italia l’anno prossimo (anche perchè chissà l’anno prossimo come potrebbero essere messe le nostre condizioni “regionali” e i separatismi), e poi una folgorazione:

se le piccole case editrici diventassero “grandi”, crescessero, e chessò, si unissero al gruppo “spagnoli” dovrebbero obbligatoriamente abbandonare il proprio posto, lasciando spazio a nuove realtà in lista d’attesa. E’ quello che è accaduto quest’anno alla Fazi Editore (ormai gruppi spagnoli) che credo sia una delle poche in grado di dare grandi contributi all’editoria. Sarà presto il caso della Fandango e della Minimum Fax?

Ce lo auguriamo per la loro crescita, ma se la crescita fosse solo nominale e la loro identià restasse invariata, non sarebbe forse meglio preferire la Fazi a una casa editrice milanese che pubblica libri di sport e esercizi per la mente? (dico così, giusto per fare un esempio!).

Per la fiera molti visitatori, molti acquirenti, quasi come l’anno scorso. Molti meno “sconti fiera” da parte delle case editrici, e molta meno qualità a mio avviso. La fiera è diventato per molti un modo di fare commercio, non l’occasione-vetrina per palesarsi al mondo e trovare il giusto spazio, che non si trova in libreria.

Interessante il percorso di eventi culturali proposti: oltre 300 incontri in programma, tra i quali Andrea Camilleri, Muriel Barbery, Luis Sepulveda (non pervenuto a causa dello sciopero che ha coinvolto gli aeroporti spagnoli), Boris Pahor, Sandro Veronesi, Stefano Benni, Roberto Piumini, Anne Wiazemsky e Howard Jacobson,  ma anche saggisti quali André Schiffrin, Derrick de Kerckhove, Tullio De Mauro, Adriano Sofri, Vito Mancuso, Etienne Jaudel, Massimo Fagioli (che ha provocato una brillante rissa per l’ingresso in sala), Goffredo Fofi, Franco Ferrarotti, Fulco Pratesi, passando poi da scienziati come Margherita Hack e James Hansen fino a personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo, da Lucio Dalla a Monica Guerritore, Simone Cristicchi, Andrea Mingardi, Giuliano Montaldo, David Riondino, Enzo Decaro, Alessandro Gassman, Francesco Pannofino, Sabrina Impacciatore, Antonello Fassari, Moni Ovadia oltre ai rappresentanti della vita politica Gianni Alemanno, Luciana Castellina, Valentino Parlato, Oliviero Diliberto e della società civile come Vladimir Luxuria (e le drag queen che hanno simpaticamente invaso la sala e ballato fino alle 21.30 – fuori orario di chiusura della fiera- per promuovere l’uscita del libro fotografico in occasione dei 20anni di “Muccassassina”). 

Diverse sono le riflessioni che hanno catturato la mia attenzione: dall’audiolibro, all’e-book, mentre io resto dell’idea che un libro, con la carta, l’inchiostro, la privacy e l’amore reciproco è possibile solo con quel formato e quello status. E ancora una riflessione interessante di Dalla Porta intervistato da Radio Città Futura: Tutti questi libri acquistati e regalati, vengono poi anche letti?

A questa domanda posso personalmente rispondere in percentuale: del 100% di libri annui che acquisto, probabilmente il 100% viene aperto, sfogliato, e ne viene analizzata la fattura, insieme alla quarta di copertina, alle bandelle, corredate da ricerche private sul web e pareri raccolti in giro. Solo il 60% viene letto interamente, perchè, aimè, sono molti i libri belli per fattura ma vuoti (o semplicemente non di mio gradimento) per contenuti. Un libro è un oggetto, alcuni sono belli solo come tale.

One Response to “gossip in fiera”

  1. Margherita 6 December 2010 at 12:41 #

    “mentre io resto dell’idea che un libro, con la carta, l’inchiostro, la privacy e l’amore reciproco è possibile solo con quel formato e quello status”…quoto, quoto, quoto!

    Ed ho avuto il piacere di parlare dell’argomento con un paio di espositori…tutti a favore della carta 🙂

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