e noi, dove siamo finiti?

13 Apr

Sono rari i momenti, in questa frenesia quotidiana, in cui ci si ferma e si scatta una bella polaroid. Un’istantanea che fermi il tempo e lo congeli. Un’istantanea da poter guardare, analizzare, per aiutare a capirsi, per collocarsi.

Nella frenesia quotidiana siamo diventati il nostro ultimo pensiero. Siamo sempre lì a rincorrere l’altro/a, l’obbiettivo, la passione, l’impegno da incastrare. Passiamo ore e ore in macchina nel traffico, seduti a una scrivania, e poi imporvvisamente di sera vogliamo uscire, comunicare, avere in riscontro, un contatto con la realtà. Nessuno mette in discussione il desiderio di far uscire la wonderwoman o il supermen che giace assopito dentro di noi (e che forse in questo millennio ha schiacciato il fanciullino di Pascoli), nessuno mette in dubbio che realmente siamo in grado di fare tutto quello che pensiamo di voler fare. Sicuramente un po’ di adrenalina e autocompiacimento si mischiano insieme dando vita a quella che chiamiamo energia, ma la mia riflessione ora è un’altra.

La frenesia quotidiana ci spinge, spesso, per sentirci vivi, a pensare che la giornata sia di 24 ore, e che tutte possano essere sfruttate. Purtroppo non è così: abbiamo bisogno dei nostri tempi, e a volte il nostro tempo interiore lo forziamo senza dargli la possibilità di ribbellarsi. Siamo diventati i dittatori del nostro corpo, e lo riempiamo di sostanze endogene o esogene per convincerlo a seguirci.

Non dico che tutto ciò non vada bene, ci sono momenti in cui è assolutamente necessario, e non c’interessa neppure considerare la possibilità che il nostro fido destriero ci abbandoni e ci saluti, però a volte accadde, e più si accumula, più diventa estrema la manifestazione dell’abbandono. Quello che mi chiedo, da molto tempo ormai, è se ne vale la pena. O meglio, se vale la pena sbattersi per tutte le cose per cui ci sbattiamo.

E’ possibile riuscire a scegliere, scremare, valutare e dare il giusto peso alle cose? O forse, meglio ancora, siamo disposti a rinnunciare a qualcosa per dare un po’ di spazio a noi stessi? E’ un momento talmente critico,  dovremmo poter riuscire a fare affidamento su qualcuno, se non ci teniamo buoni “noi stessi”, dove crediamo di andare?

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