e a volte

3 Apr

A volte, anzi quasi sempre, le canzoni ti ricordano qualcosa, o qualcuno. C’è chi ha la memoria a breve termine e riesce a rimuovere, chi a queste cose dà meno peso, e chi invece delle persone che passano per la sua vita, soprattutto per brevi e intensi motivi, ricorda proprio tutto.

Logicamente non sono mai canzoni belle, sono per lo più canzoni commerciali, canzoni che puoi aver sentito alla radio una sera in compagnia, piuttosto che al cinema, magari in un film all’americana. Possono essere anche legate ai telefilm dell’adolescenza, o al trash italiano degli anni ’80. Fatto sta che ti restano in testa il momento, la persona, gli odori, il sapore, qualsiasi cosa sia capitata in quel frangente. E’ un po’ come una porta spazio-temporale che ri fa rituffare nel passato, non per viverlo ma per goderti la scena e, commossa, applaudire alla fine.

(Sicuramente tutti questi effetti speciali della vita li abbiamo fatti nostri dopo le quintalate di film/sitcom/telefilm americani che ci hanno propinato a quintali).

Ce n’è una, ad esempio, che ultimamente mi dà il tormento: Chiamami ancora amore, di Roberto Vecchioni. La canzone vincitrice del festival di Sanremo. Ogni volta che la ascolto, distrattamente, è come un canto delle sirene: cattura tutta la mia attenzione e mi restituisce il sapore del decaffeinato, del succo di mirtilli, del rum&coca, del sale, l’odore di zolfo, di sigarette, l’umidità di una vasca idromassaggio di acquabollente, all’aperto. Il freddo sul viso e le rane, le stelle, la notte, è quel guizzo dentro di vita che significa esclusivamente follia: siamo a Ischia.

E’ successo il febbraio scorso. Stanche di soffrire passivamente lo stress, insieme a una casa amica ci siamo imbarcate per Ischia, che per noi significa relax e nient’altro. Nel bagaglio solo costumi e tute, e tanta voglia di rilassarci e raccontarci. Un weekend degno di una coppia un po’ avanti con l’età: siamo passate dalla vasca idromassaggio calda a quella tiepida, alla sauna e al bagnoturco, al frigidarium (tortura cinese!) al letto, dal letto alla strada, in tuta, per buttare via lo stress camminando! E poi di nuovo un massaggio, il percorso benessere e il letto, la TV, sane chiacchiere, dimenticando trucco e parrucco comodamente a casa!

Poi a un tratto, un’apparizione. Due ragazzi. Simpatici, interessanti, carini. Due ragazzi con cui abbiaom riso, tantissimo, e da cui ci siamo fatte trascinare in una parziale follia, di quelle da gita del liceo: un giro in centro e poi un bagno (fino alle 5 del mattino) nella vasca termale all’aperto. Ho già detto che era il 19 di febbraio?

Insomma, è quella la sensazione che sento quando ascolto quella canzone, che proprio quella sera vinceva il Festival di Sanremo. E’ quella di una ragazzina del liceo che viene invitata a trasgredire, ad abbandonare i rigidi programmi dettati dalla maestra che ha dentro e se ne frega. E’ quella del mio primo piercing, è quella che sale quando un’idea impossibile viene sposata e messa in atto, quella che ti prende lo stomaco e sale. Sarà l’adrenalina, l’energia positiva, l’entusiasmo. Ma a volte, quando sento quella canzone, mi viene uno sguardo dolce.

Non finiremo mai d’infrangere le regole.

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