curiosità

29 Dec

Un articolo di Alice Cannone su “Paneacqua”, sezione cultura, non può passare inosservato.

Dopo riflessioni sottotono, speranze e buonismo, un po’ di sano cinismo al femminile: secondo una ricerca USA le donne non sarebbero veramente le paladine del romanticismo. La maggior parte si concede “per educazione” o per pietà.

“Cindy Meston e David Buss, due professori di psicologia dell`University of Texas nel loro Why women have sex ci illuminano, appunto, sui motivi che spingerebbero il gentil sesso nelle alcove. Il risultato è abbastanza prosaico (e probabilmente deludente per l’altra metà del cielo): dimenarsi sotto le lenzuola è per alcune una terapia naturale per alleviare il mal di testa, per altre una merce di scambio per convincere il proprio partner a lavare i piatti o un antidoto contro la noia, quando in tv non c`è proprio nulla di interessante ed i preliminari si limitano a “Porta a Porta”. Pare infatti, e che i tombeurs des fammes se ne facciano una ragione, che ci si conceda “per educazione” o per pietà. O anche solo per ricambiare un galante invito a cena (ma che la cena in questione, diamine!, sia stata almeno a base di astici). Ed anche i regali, secondo Meston e Buss, sembrano per una donna su dieci un valido motivo per concedersi. Ed in questi tempi di feste, meditate gente, meditate…
C`è anche chi considera il sesso un`esperienza mistica, in grado di avvicinare a Dio (vale per queste sante-Terese-d’Avila il mantra giaculatorio del non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio); chi ancora una sorta di allenamento in piena regola: una delle 1.006 intervistate alle domande sottoposte ha risposto che fa sesso con il proprio partner principalmente per migliorare le proprie abilità amatorie. E pensare che si scandalizzava tanto per il “let’s get physical” di Olivia Newton John. E per la cronaca, risulterebbe anche che alcune signore non pretendano neanche particolari requisiti dai propri compagni: non importa se alto, basso o con l’occhio di vetro, basta che ci si dia, amorevolmente parlando. La delusione è che facevo il motto del “in tempo di guerra ogni buco è trincea” una prerogativa esclusiva di commilitoni affamati”.

Queste riflessioni, un po’ pungenti, mi fanno venire in mente sempre la stessa riflessione: gli uomini non capiranno mai le donne, come le donne non capiranno mai gli uomini. E ancora, se gli uomini capissero perfettamente la nostra “non” voglia in determinate situazioni oppure avvertissero le nostre concessioni “per carità”? Il punto è: siamo noi a non foarci capire o gli uomini ci fanno in eterno “fesse e contente”?

Fatto sta che ormai le chiacchiere da bar tra donne sono quasi ai livelli degli storici discorsi maschili: sesso, uomini e calcio. Mentre tutti credono si parli di smalti e acconciature (che ad ogni modo si ritagliano il loro momento!). Ma per quanto si possa ostentare, per quanto si possa essere legate, le donne non si raccontano mai quelle piccole violenze autoinflitte che vengono fuori da questo sondaggio.

Concluso in completo accordo con la riflessione dell’autrice dell’articolo, che spero mi perdoni per averlo sezionato e riportato:

“Di bon ton e di inutili gentilezze è piena la terra, ma il concedersi per cortesia, à la offerta domenicale, è quanto mai decisamente poco attizzante: e non bisognerebbe mai accontentarsi delle braci smorte, i falò e gli incendi vanno appiccati con mano ferma. A queste feticiste della buona educazione non posso che augurare un po’ di sano, sanissimo ed egoistico piacere fine a se stesso. E poi per i mal di testa hanno inventato le aspirine (posto che poi si può fare sempre in tempo a fingerne uno!)”.

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