come un fiume

10 Oct

Come si fa a pensare che la vita sia banale?

Non lo so, non l’ho mai pensato. mi sembra sia tutto lì che aspetti solo di essere scoperto.

Un giorno in cui non hai voglia di uscire, decidi di farlo , di buttarti nella mischia con gente sconosciuta.

Lo stesso giorno, nella folla di sconosciuti, uno ti sembra di riconoscerlo. Per il taglio di capelli? Per la sua ironia? Per lo sguardo nei suoi occhi? Forse ti sembra di vedere te: la te che tiene banco in mezzo alla gente. Lo ignori.

La stessa persona, tre settimane dopo, ti sembra diversa. O sono i tuoi occhi a vederla in modo diverso. Scopri che non sei più in grado di tenere un segreto. E allora ritieni opportuno non farlo.

Lo stesso segreto, pochi giorni dopo, viene svelato a lume di poche lampade soffuse, al caldo di una tisana nel cuore della notte. Non dormi. Hai voglia di parlare, di tirare fuori tutto il tuo mondo, di riversarlo addosso a uno sventurato malcapitato. Lo assorbe, o forse se lo fa scivolare addosso.

Nei mesi successivi quello stesso malcapitato sarà tutto il tuo mondo: cosa fare la sera. cosa fare la mattina. cosa fare nella pausa pranzo: un pensiero fisso, che continua a non farti dormire la notte.

Quelle notti le passi a camminare nelle strade suggestive di una Roma infrasettimanale e dimenticata dai più. E le passi anche nelle strade meno suggestive, e nei bar che non hanno grande importanza. Improvvisamente non esiste giorno che valga davvero la pena di esistere senza la notte.

E la notte non è più un intermezzo: è tutto il giorno.

Il tempo non basta mai. Il tempo non dev’essere sprecato. E lo stesso tempo, tutto quello che hai a disposizione, lo passi con lui, ricoprendolo ancora del tuo mondo e indossando amorevolmente il suo. è tutto quello che stai desiderando.

Ci sono giorni pieni di ore e giorni meno pieni, ma tutte le ore sono con lui, sono fatte di lui, anche quando sei con gli altri. Te lo senti dentro come se fossi tu. Lo citi, controllando con la coda dell’occhio che non ti stia guardando, per rinfacciartelo. Ne parli bene, ne parli male: ne parli.

Lo ami. Ti hanno detto che è una parola molto importante, anche se nessuno è in grado di spiegare il vero significato. Tu lo ami, perché credi sia una cosa importante e che meriti questa parola.

Non te ne sei neanche accorta: è passato un anno. Un anno fa guardavi intorno a te e vedevi ruderi di te stessa abbandonati ai tuoi piedi. Avevi sminuzzato il tuo mondo con l’intenzione di rimetterlo insieme. L’hai fatto, per un po’. Poi continuava a sfasciarsi e ti sei detta: al diavolo! Che si rimetta in piedi da solo, io ho altro da fare.

E hai fatto altro: hai guardato il sole sorgere e tramontare, hai fatto la spesa, hai inventato malattie inesistenti, alcune te le sei provocate. Hai abbracciato amici che non vedevi da tempo. Hai goduto della felicità altrui, pianto per i dispiaceri, ti sei goduta gli amici improvvisi e quelli che improvvisamente sono tornati. E adesso, precisamente dopo un anno, una scadenza ti ci fa ripensare.

Cosa è successo in quest’anno senza che io ci mettessi lo zampino? Una quantità di splendide coincidenze che mi raccontano che la vita è un fiume lento che non smette mai di scorrere. Io da un po’ sono ferma sulla riva a guardarlo, ma continuavo a vedere solo la mia immagine riflessa. Non guardavo bene. Ora vedo il fondale, i pesci che nuotano liberi, i detriti e la ghiaia che trascina con sè fino a valle, e la schiuma che le onde ogni tanto sollevano. Ora vedo tutto quello che c’è in torno a me, e che c’era, senza che prima me ne accorgessi.

Ora mi siedo e aspetto i frutti.

2 Responses to “come un fiume”

  1. io 10 October 2012 at 07:04 #

    auguri, buon anniversario

    • sherazade 20 February 2013 at 16:10 #

      La vita è un caledeoscopio colorato che scompone e ricompone immagini sempre diverse. Piaccia o non piaccia la vita tutto è furochè banale.

      sheragrazieperl’amiciziatwitterina 🙂

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