c’è chi odia e c’è chi ama

26 Dec

Natale 2011. Che strano Natale, forse il più semplice.

In effetti più ci penso e più il Natale resta un momento inspiegabile della vita delle persone.

Ci sono intanto due macroaree, due scuole di pensiero contrpposte: chi odia e chi ama il Natale.

Chi lo ama preferisce vivere compulsivamenti i giorni precedenti, in una frenetica corsa all’acquisto vincente, al regalo perfetto, cercando di non dimenticare nessuno e rincorrendo, nei giorni a seguire, tutti quelli che hanno diritto a uno. Si vestono di rosso e di verde, abbracciano le persone che incontrano e che non vedono da parecchio tempo (ma anche quelle che non vedono da dieci minuti), organizzano cene e brindano appena possibile, lontano dai pranzi rispettosamente consumati con la propria famiglia.

E poi c’è chi lo odia, chi nei giorni precedenti non pensa ai regali se non come una inutile spesa da affrotare in un unico negozio o centro commerciale in quegli scomodi ritagli di tempo prima e dopo il lavoro. Chi odi il Natale si lamenta, cerca il lato negativo, evita i saluti calorosi e li risolve con un “tutto bene, scusa ma mi chiamano”. Non risponde ai sms di auguri, non ne manda, praticamente ignora, a fatica, il tumulto all’esterno.

Non so bene cosa sia successo questo Natale, ma mi è sembrato tutto più moderato. Sarà la crisi? Sarà che le difficoltà riducono gli srechi? Sarà che a volte è giuto apprezzare le manifestazioni d’affetto e godersi i propri cari?

Sarà che quest’anno sembra che tutto sia più vero, ma io quest’anno il Natale l’ho amato… sempre in maniera composta.

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