avere fegato

23 Apr

L’influenza dei cambi climatici sul nostro organismo ormai è impossibili da controllare. Più i cambiamenti climatici sono rapidi e altalenanti, più il nostro corpo e la nostra testa non riescono a steare dietro al cambiamento. Il cambiamento, in fondo, è in un modo o nell’altro una forzatura. Che lo si voglia o no, che ci spinga quancun altro o sia il nostro stesso desiderio, il cambiamento è comunque una modifica di una parte del nostro assetto, a volte per rimetterlo in equilibrio, a volte per cambiare il baricentro.

Dai primi cenni del cambio di stagione sono successe molte cose, tutte sempre più difficili da digerire, da gestire, da organizzare. Tutte così pesanti da non permettermi di ritagliare il tempo per scrivere due righe, per mettere insieme i pensieri. I pensieri mi sono sfuggiti. Alcuni sono tornati indietro rievocati da nuove immagini, ma sono tornati un po’ sbiaditi. In questo cambio di stagione stavo rischiando di perdere troppo. Poi una luce: “Il risveglio del corpo“, un libro, un semplice libro, mi ha aiutato a ricomporre i pezzi verso un percorso.

Non parlo da invasata, ma da persona adulta che solo ora si accorge di non aver mai dato spazio al proprio corpo di manifestare i propri bisogni. Possiamo continuar eper tutta la vita a credere che il nostro entusiasmo e la nostra vitalità risieda nello spirito, ma il corpo, che ci piaccia o no, resto il nostro mezzo, e non un semplice involucro.

Il libro mi ha aiutato a pormi molti “perchè”. Molti emozionali, altri fisiologici, altri meditativi, aiutandomi a capire che questa macchina perfetta in cui risediamo non lascia nulla al caso. Non c’è possibilità che un mal di testa ci venga per ragioni sconosciute. Si tratta sempre di una reazione di causa-effetto. Ecco spiegata anche la disattenzione, la mancanza di concentrazione, la scarsa creaività: il fegato.

Il fegato è l’organo più debole durante i cambi di stagione, e sarebbe buona norma depurarlo, alleggerirlo, perchè da lui dipendono numerosi stati d’animo (tra gli altri emozionalità/creatività e desiderio).

Recita così una pagina del libro: “fegato su, fegato giù”

“Quando avete gli occhi che vi bruciano come se ci fosse sabbia, quando ci sono afte in bocca, gengice gonfie, herpes labiali; sangue dal naso; mal di testa di vertice o emicreanie laterali; dolori da spasmo alla zona cervicale; tachicardie e cuore in gola; digestionetormentata, con aerofagia ed eruttazioni continue; arsura nella bocca e nelle fauci; scoppi di collera incontrollabili e accecanti; crampi: probabilmente avete un fegato iper, ossia un fegato che ha incamerato troppa energia rispetto alla sua capacità di trasferirla all’insieme del corpo. E’ un fegato che va in Fuoco, come legna troppo secca. Bruciando altera il funzionamento di tutti gli organi che il fegato normalmente coordina. […] Quando invece avete sonnolenza dopo pranzo, improvvisi risvegli notturni fra le due e le quattro con o senza incubi, cali di vista improvvisi o progressivi e continui, freddo agli arti, lingua patinata e amaro in bocca, digestione lentissima, depressioni momentanee e rancorose, forfora abbondante, calo del desiderio, atonie muscolari, pelle unta: molto probabilmente avete un fegato ipo, ossia un fegato intossicato da medicinali, grassi e veleni vari. O anche da un eccesso di cibo. E’ un fegato che va in Acqua, come legno che marcisce. Gonfiandosi e fermandosi, non riesce a svolgere le sue funzioni principali in tempo utile”.

Vi riconoscete in questo profilo? Io personalmente nel secondo, e per combattere questa lentezza ho iniziato da un mese una lunga depurazione, con le tecniche consigliate dalle autrici, Maria Teresa Pinardi e Nadia Tarantini, entrambe esperte del mondo del corpo e del suo contatto con la mente, oltre a essere esperte di naturopatia e macrobiotica.

Oltre a tisane, titnure madri e diete specifiche, ci suggeriscono di inserire nella nostra quotidianità piccole buone abitudini per “coccolare” il nostro fegato, e con lui il nostro umore e la nostra creatività.

– Sonnellino dopo pranzo al massimo di mezz’ora

– bere bevande calde, o a temperatura ambiente

– fare una dieta dissociata

– passeggiare 20 minuti preferibilmente un’ora dopo aver mangiato

– il colore verde, la brezza leggera, l’odore del mare, i sapori aciduli

– urlare a squarciagola

– indossare vestiti larghi in vita

– esprimere le proprie irritazioni, al più presto

– pettinarsi a fondo

– sfregarsi molto gli occhi

Chi ha detto che per avere fegato bisogna essere solo un po’ coraggiosi?

No comments yet

Leave a Reply